IMMIGRAZIONE COME RISORSA
Prima
di intraprendere alcune valutazioni sulla grande
risorsa che gli immigrati rappresentano per il nostro paese occorre sgomberare
il campo da alcuni luoghi comuni.
La
favola degli immigrati che rubano il posto di lavoro ai nativi
ha oramai scarso credito, inoltre il lavoro degli stranieri è complementare e
non concorrente a quello degli italiani. L'immigrazione sostiene l'economia, la cui crescita
sarebbe gravemente compromessa da una forza lavoro declinante nei numeri, invecchiata
nell'età, frenata nella mobilità.
L'apporto
dei lavoratori stranieri equivale ormai al 6% del PIL nazionale contro il 3,7%
del 2000. Soprattutto nel Nord Est la gran parte delle piccole imprese si
regge sui lavoratori di importazione; mentre nel Sud altissima è l'incidenza
degli immigrati nei lavori stagionali in agricoltura.
I
lavoratori stranieri con una regolare posizione previdenziale accesa presso
l'INPS sono più di un milione. Si tratta di lavoratori
che pagano dei contributi
di cui, di fatto, beneficiano i pensionati italiani. Il
paradosso, che molti politici fingono di non conoscere, è rappresentato dal
fatto che l'Istituto di Previdenza italiano non ha stipulato delle convenzioni
con i paesi d'origine di questi lavoratori; ne diviene che i contributi dagli
stessi versati in atto rimarranno nelle casse dell'INPS.
Come
non considerare inoltre l'alto livello di natalità tra le famiglie degli
immigrati che sta dando una mano alla demografia
italiana che si colloca agli ultimi posti tra i paesi europei in quanto a
crescita della popolazione. E' altresì risaputo che nonostante il lavoro di
tanti immigrati contribuisca a creare ricchezza al nostro paese la domanda di welfare è assai al di sotto del
livello degli italiani.
Tutto
ciò ci spinge ad impostare un dibattito sull'immigrazione libero da pregiudizi
o, peggio, da strumentalizzazioni di certe forze politiche che sono
sempre pronte a cavalcare la tigre della xenofobia additando gli immigrati come
fonte di tutti i mali del paese.
Non
si vogliono certo sminuire i complessi problemi che pone
la gestione dei crescenti flussi migratori. Una gestione che dovrebbe porsi
l'obbiettivo di essere al tempo stesso rispettosa dei diritti umani, efficace
nel perseguire l'illegalità ma soprattutto intelligente nel progettare un'integrazione piena dei migranti nel tessuto economico e
sociale del paese. Solo così si potrà costruire una società multietnica che
fondi la propria sicurezza sul pluralismo tollerante delle diverse culture e su
regole democratiche da far rispettare sia agli immigrati che
agli italiani.
di Nino Di Sclafani