ACCOGLIENZA ED INTEGRAZIONE
Il
più rilevante polo migratorio è il continente europeo, dove si trova
esattamente un terzo dei migranti del mondo. Senza gli immigrati molti paesi
europei avrebbero già iniziato a conoscere una diminuzione della popolazione.
Per una nazione come l'Italia che soffre di un deficit di natalità che di fatto fa diminuire di anno in anno la popolazione
autoctona, l'immigrazione si presenta
come una preziosa risorsa.
Questa
consapevolezza non incontra purtroppo il favore di ampi
settori dell'opinione pubblica. A causa di gravi carenze nell'informazione o,
peggio, a causa di una interessata
strumentalizzazione della disinformazione, l'immigrazione viene vista come una
minaccia alla sicurezza ed al benessere economico della nazione. La recente
legislazione pone limiti e paletti al fenomeno migratorio facendo sorgere non
poche perplessità negli addetti ai lavori. La difesa militarizzata delle
frontiere, la creazione di strutture di raccolta dei clandestini, veri e propri
lager di decantazione in attesa di rimpatri di massa,
ha determinato un tradimento di quei valori di accoglienza e solidarietà tanto
sbandierati come elementi fondanti della nostra società.
Per
fortuna la coscienza civile di tanti italiani di buona volontà ha dato origine
a numerose realtà di
volontariato, che si sono fatto carico
di surrogarsi allo stato nella gestione solidale del fenomeno
dell'immigrazione. Alla prima accoglienza, con il superamento di evidenti problematiche di carattere umanitario, seguono
percorsi di inserimento ed integrazione nel tessuto sociale ed economico della
società, spesso favorito dal ricongiungimento a nuclei familiari o etnici già
esistenti ed organizzati che provvedono ad una sistemazione dignitosa ed al
reperimento di un'attività lavorativa.
Non
si può negare che, come tutte le attività umane, il fenomeno migratorio è
accompagnato da forme di devianza, principalmente connesse alla criminalità,
che preoccupano non poco la popolazione. Può essere vero che la percentuale di
crimini in rapporto alla popolazione sia più alta per gli stranieri che per gli
italiani, ma in assoluto, data la sproporzione tra le due popolazioni , l'impatto della criminalità nazionale resta enormemente
superiore. Sarebbe sufficiente mettere in pratica una buona politica
dell'immigrazione favorendo la stabilità della posizione dell'immigrato
agevolando, altresì, il fluire dell'immigrazione attraverso canali regolari,
rafforzando il contatto con lo Stato, così da troncare la possibilità che lo
straniero ricorra alla protezione delle organizzazioni malavitose.
di Nino Di Sclafani