CITAZIONI
Noi europei
abbiamo invaso gli altri continenti per più di cinquecento anni, e fino ad ieri
non siamo andati per il sottile: massacri, stupri, schiavismo, stermini di interi popoli, annientamenti di culture millenarie, depredamento di risorse naturali.
Dopo
Cinquecento anni, il pendolo delle migrazioni inverte il suo corso e l’Europa
diventa stazione di arrivo invece che di partenza.
Dobbiamo solo ringraziare il cielo che anche i migranti sembrano aver perso,
come noi, la memoria della storia: invece di venire a regolare i conti di
secoli di crimini e rapine, vengono in Europa per cercare lavoro e pagano le
nostre pensioni al posto dei figli che non facciamo.
(Beppe Grillo, prefazione del libro: “I poveri non ci lasceranno
dormire” di Alex Zanotelli)
Inoltre,
stritolati da questo sistema economico, che inneggia al libero mercato come
nella Bibbia si inneggiava al dio Moloc,
quarantamilioni milioni di persone soccombono ogni anno per fame. Dobbiamo concludere che, se il
peccato è morte, secondo le parole di San Paolo, allora questo sistema
economico mondiale è immorale, è il peccato più grave perché produce morte.
(Alex Zanotelli
dal libro “I poveri non ci lasceranno dormire”)
I messaggi pubblicitari condizionano la nostra giornata: i
tuoi capelli sono troppo lunghi, la tua pelle è troppo secca, i tuoi odori sono
nocivi; sei troppo grasso, troppo magro; hai troppi difetti. E così
via. Come afferma il gesuita americano John Cavenaugh: “La costrizione al consumo è diventata per noi
tanto profonda quanto la necessità della stessa vita. Il modello consumistico
rivela che il nostro essere, il nostro scopo, sono
calcolabili unicamente nei termini di ciò che possediamo. Noi siamo ciò che possediamo. Siamo solo finchè
possediamo. Siamo posseduti da ciò che possediamo, prodotti dai nostri prodotti, rifatti ad
immagine e somiglianza della nostra stessa merce. Ci riveliamo essere beni di
consumo. L’idolatria esige da noi il suo pieno prezzo, per essa
siamo derubati della nostra stessa umanità”.
(Alex Zanotelli
dal libro “I poveri non ci lasceranno dormire”)
Ma quali soluzioni sono possibili?
Il
peccato più grave della nostra società è il lasciarsi andare ad un senso di impotenza che sembra aver contagiato tutti. Smettiamola
di dire che non possiamo fare nulla per cambiare le
cose. Se dividiamo i nostri giorni con questo sistema,
è perché lo sosteniamo. E comunque, tutti viviamo di
contraddizioni! Questo però non è un motivo sufficiente ad abbandonare la
lotta.
Quindi, ora tocca a noi: abbiamo una forza immensa, e possiamo
farla valere!
Ognuno di
noi è irripetibile ed unico, non c’è nessun volto
uguale ad un altro, e proprio per questa unicità e singolarità siamo tenuti
tutti ad assumerci le nostre responsabilità nei confronti della storia.
(Alex Zanotelli
dal libro “I poveri non ci lasceranno dormire”)
Le Chiese
e le istituzioni possono fare molto, ma il cambiamento fondamentale deve
avvenire a livello personale. Non cambierà nulla se non decidiamo di vivere in
maniera più sobria. Non parlo volutamente di povertà: la povertà
è una parola brutta, che può dar fastidio a chi l’ha provata davvero.
Preferisco la parola sobrietà, cioè uno stile di vita
in cui impariamo a consumare di meno, ad avere meno bisogni, per recuperare in
amicizie, solidarietà, tempo per la famiglia.
(Alex Zanotelli
dal libro “I poveri non ci lasceranno dormire”)
In Africa come in America Latina il grido dei poveri si fa sempre più
lancinante.
L’africa in particolare, vive una situazione drammatica. Il grido dei poveri,
insieme a quello della terra, altrettanto malata e
ferita, si fa sempre più lancinante.
Grido dei
poveri, grido della terra!
E’ questo
il crimine maggiore dell’umanità, è questo il grande
peccato. Abbiamo sacrificato al nuovo Moloch del
denaro milioni di essere umani. Perché
abbiamo dato priorità alla merce, al mercato, non alle persone, non alla vita.
La vita
della Terra, intesa come “Gaia”, grande madre, vita
per i poveri, vita per ogni persona!
Non era
questo il progetto del Figlio dell’uomo quando
camminava tra noi? Non era suo scopo portare vita, dare vita,
vita in abbondanza?
Solo una
cultura della vita che parta dai più fragili potrà
progettare un’economia umana, sociale, ecologica e planetaria.
Dalle favelas del Brasile alle baraccopoli di Nairobi è il grido
dei poveri che ci spinge a parlare.
E’ la loro
sete di vita che ci spinge a denunciare questo sistema di morte, a condannare
le strutture di peccato perché vengano trasformate in
struttura di grazia.
( Leonardo
Boff e Alex Zanotelli dal messaggio lanciato per
Le tragedie
nascono quando gli esseri umani si sottomettono a
rigidi schemi religiosi, ideologici, culturali, politici e sociali. E'
essenziale creare una trasversalità culturale, che abbracci popoli e fedi
diverse, volta alla tolleranza e all'accettazione delle differenze. Questo non
vuol dire aprirsi al sincretismo religioso o culturale, ma mantenere chiare le
proprie caratteristiche e peculiarità, insomma, la propria
identità, accogliendo la ricchezza della diversità. Nessuna cultura, nessun credo, infatti, è migliore degli altri o detentore
della verità assoluta. Dalle nostre radici possiamo attingere la preziosa linfa
vitale, ma senza esserne schiavi.
Manuela Sadun
"Dialogo sulla guarigione del mondo"
Dopo la
pioggia viene il sereno
brilla il
cielo l'arcobaleno:
è come un
ponte imbandierato
e il sole
vi passa, festeggiato.
E' bello
guardare a naso in su
le sue
bandiere rosse e blu.
Però lo si vede - questo è il male -
soltanto
dopo il temporale.
Non sarebbe
più conveniente
il
temporale non farlo per niente?
Un
arcobaleno senza tempesta
questa sì
che sarebbe festa.
Sarebbe una
festa per tutta la terra
fare la
pace prima della guerra.
Gianni Rodari
Posso dirvi
questo: il poco che io so non l’ho imparato all’università, ma in compagnia di uomini come voi.
La fraternità è la verità sacra dell’uomo.
L’uomo mutilato della sua fraternità è un albero senza radici e senza rami, una
pianta sterile...
Per non morire bisogna ricominciare col riscoprire la fraternità.
Amici, io sono venuto per dirvi questo: è necessario, è urgente stare assieme,
metterci insieme, creare in questo paese cellule viventi di uomini
interi cioè fraterni, difenderci dal contagio della morte.
Ignazio
Silone da "Ed Egli si nascose"
Viviamo in
un tempo di “svolta epocale”, di gestazione sofferta di un mondo nuovo. Ma c’è bisogno di un’anima: l’amore.
E’ la forza più potente, feconda e sicura che può legare l’intera umanità. Ma esige un capovolgimento totale di cuori, di mentalità, di
scelte.
Del resto è ormai parte del sentire comune della vita internazionale la
necessità di rileggere il senso della reciprocità, uno dei cardini dei rapporti
internazionali.
Sono questi i tempi in cui ogni popolo deve oltrepassare il proprio confine e
guardare al di là, fino ad amare la patria altrui come la propria.
Chiara
Lubich da“Il pianeta al bivio”
All’oppressione,
allo sfruttamento e all’abbandono, noi rispondiamo con la vita. Né le inondazioni e le epidemie, la fame e le catastrofi,
nemmeno le interminabili guerre durate per secoli, hanno potuto sconfiggere la
forza incessante della vita sulla morte.
Noi, gli inventori delle favole, che presteremmo fede a qualsiasi cosa,
abbiamo il diritto di credere che non è troppo tardi per impegnarci a costruire
una nuova e travolgente utopia della vita, dove nessuno potrà decidere per gli
altri come dovranno morire. Dove l’amore proverà che la verità e la felicità sono
possibili, dove gli uomini condannati a cent’anni di
solitudine avranno ancora, finalmente e per sempre, una seconda opportunità
sulla terra.
Gabriel Garcia Marquez
L’oggetto
dell’obbligo, nel campo delle cose umane, è sempre l’essere umano
in quanto tale.
C’è obbligo verso ogni essere umano, per il solo fatto che è un essere umano, senza
che alcun’altra condizione abbia ad intervenire; e
persino quando egli stesso non ne riconosce alcuno.
Quest’obbligo non si fonda su nessuna situazione di
struttura sociale, né sui rapporti di forza, né sull’eredità del passato, né
sul supposto orientamento della storia. Perché nessuna
situazione di fatto può suscitare un obbligo.
Quest’obbligo non si fonda su nessuna convenzione.
Perché tutte le convenzioni sono modificabili secondo la volontà dei
contraenti, mentre in esso nessun cambiamento nella volontà
degli uomini può nulla modificare.
Quest’obbligo è eterno. Esso risponde al destino
eterno dell’essere umano. Soltanto l’essere umano ha un destino eterno. Le
collettività umane non ne hanno. Quindi, rispetto a loro, non esistono obblighi
diretti che siano eterni. E’ eterno solo il dovere
verso l’essere umano come tale.
Simone Weil da "Obbedire all’amore nella
giustizia"
A tutti gli uomini di buona volontà spetta un compito immenso: il
compito di ricomporre i rapporti della convivenza nella verità, nella
giustizia, nell’amore, nella libertà: i rapporti della convivenza tra i singoli
esseri umani; fra i cittadini e le rispettive comunità politiche; fra le stesse
comunità politiche; fra individui, famiglie, corpi intermedi e comunità
politiche da una parte e dall’altra la comunità mondiale.
Giovanni
XXIII da “Pacem in terris”
“L’uomo è
irragionevole, illogico, egocentrico:
non importa, amalo!
Se fai il bene, ti attribuiranno fini egoistici:
non importa, fa’ il bene!
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e
veri nemici:
non importa, realizzali!
Il bene che fai verrà domani dimenticato:
non importa, fa’ il bene!
L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile:
non importa, sii franco ed onesto!
Dai al mondo il meglio di te e ti prenderanno a calci:
non importa, continua!
Se aiuti, la gente se ne risentirà:
non importa, aiutala!
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto
in un attimo:
non importa, costruisci!”
Madre
Teresa di Calcutta
Mi sono
spesso domandato perché mai gli esseri umani abbiano dei diritti. E sono sempre
giunto alla conclusione che i diritti umani, le
libertà umane e l’ umana dignità hanno le loro radici profonde da qualche parte
al di fuori del mondo percettibile. Questi valori sono tanto potenti perché in
determinate circostanze, la gente li accetta senza esservi costretta ed è
pronta a morire per essi. Questi valori hanno un senso
solo nella prospettiva dell’infinito e dell’eterno.
Vaclav Havel da “L’idolo
infranto dello Stato sovrano”
Per vedere faccia a faccia l’universale spirito di Verità che tutto
pervade, bisogna essere capaci di amare l’essere più modesto della creazione
come noi stessi. E colui che aspira a questo, non può
permettersi di tenersi lontano da alcun campo della vita. Perciò la mia
devozione alla verità mi ha spinto nella politica; e posso dire senza la minima
esitazione, e pure in tutta umiltà, che chi dice che
la religione non ha nulla a che vedere con la politica, non sa che cosa
significhi religione.
Mohandas Gandhi da "Antiche
come le montagne"
Per prima
cosa lasciate che vi suggerisca che se vogliamo avere pace sulla terra, il
termine fedeltà per noi deve avere un significato ecumenico, non parrocchiale.
La nostra fedeltà deve trascendere la razza, la tribù, la classe sociale, la
nostra patria stessa: e questo significa che dobbiamo sviluppare una
prospettiva mondiale. Nessun individuo può vivere solo;
nessuna nazione può vivere sola; è provato che se qualcuno tenta l’isolamento,
questo qualcuno perpetua la guerra.
Ecco perché io ho ancora un sogno. Ho il sogno che un giorno gli uomini si rizzeranno
in piedi e si renderanno conto che sono stati creati per vivere insieme come
fratelli.
Martin Luther King
"Discorso della Vigilia di Natale 1967 ad Atlanta"
Generale, il
tuo carro armato è una macchina potente.
Spiana il
bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un
difetto:
ha
bisogno di un carrista.
Generale il
tuo bombardiere è potente.
Vola più
rapido di una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un
difetto:
ha bisogno
di un meccanico.
Generale,
l'uomo fa di tutto.
Può volare
e può uccidere.
MA ha un
difetto:
può
pensare.
Bertold Brecht
La ninna-nanna de
la guerra
Ninna nanna, pija
sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucilli
de li popoli civilli...
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s'ammazza
a vantaggio de la razza...
o a vantaggio d'una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Ché quer covo d'assassini
che c'insanguina la terra
sa benone
che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe'
li ladri de le Borse.
Fa' la ninna, cocco bello,
finché dura 'sto macello:
fa' la ninna, ché domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So'
cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l'ombra d'un rimorso,
ce faranno un ber discorso.
Trilussa 1914
Ogni
guerra, anche la più mite, con tutte le consuete conseguenze, la distruzione,
le rivolte, i saccheggi, le rapine, gli stravizi, le uccisioni, con le scuse
della necessità e della legittimità, con l'esaltazione delle gesta militari,
con l'amor della bandiera e della patria, con le finte premure per i feriti,
perverte in un sol anno più gente che non migliaia di saccheggi, d'incendi, di omicidi commessi durante un secolo da persone isolate
spinte da passioni.
Lev Tolstoj
Lo Stato in
guerra si permette tutte le ingiustizie, tutte le
violenze, la più piccola delle quali basterebbe a disonorare l'individuo. Esso
ha fatto ricorso, nei confronti del nemico, non solo a
quel tanto di astuzia permessa, ma anche alla menzogna cosciente e voluta, e
questo in una misura che va al di là di tutto ciò che si era visto nelle guerre
precedenti. Lo Stato impone ai cittadini il massimo di obbedienza
e di sacrificio, ma li tratta da sottomessi, nascondendo loro la verità e
sottomettendo tutte le comunicazioni e tutti i modi di espressione delle
opinioni ad una censura che rende la gente, già intellettualmente depressa,
incapace di resistere ad una situazione sfavorevole o ad una cattiva notizia.
Si distacca da tutti i trattati e da tutte le
convenzioni che lo legano agli altri Stati, ammette senza timore la propria
rapacità e la propria sete di potenza, che l'individuo è costretto ad approvare
e a sanzionare per patriottismo.
Sigmund Freud
Ma a voi
che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi
odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per
coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche
l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’ a chiunque ti
chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete
gli uomini facciano voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano,
che merito ne avrete? Anche i
peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene,
che merito ne avrete? Anche i
peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che
merito ne avrete? Anche i
peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate
invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il
vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo.
Dal Vangelo di Luca
Oh!
Signore, fa di me uno strumento
Della tua
Pace:
Dove è
odio, fa ch’io porti l’Amore.
Dove è
offesa, ch’io porti il Perdono.
Dove è discordia,
ch’io porti l’Unione.
Dove è
dubbio, ch’io porti
Dove è
errore, ch’io porti Verità.
Dove è
disperazione, ch’io porti
Dove è
Tristezza, ch’io porti
Dove sono
le tenebre, ch’io porti
Oh!
Maestro, fa ch’io non cerchi tanto:
Ad essere
consolato, quanto a Consolare.
Ad essere
compreso, quanto a Comprendere.
Ad essere
amato, quanto ad Amare.
Poiché:
è Dando,
che si riceve
Perdonando, che si è perdonati
Morendo,
che si risuscita a Vita Eterna.”
San Francesco d'Assisi
Nessuno può
negare che l’aspirazione alla pace sia nel cuore di gran parte dell’umanità.
Proprio quello è il desiderio ardente che spinge a ricercare ogni via per
realizzare un futuro migliore per tutti. Ci si va sempre più convincendo che
occorre combattere il male della guerra alla radice, perché la pace non è
unicamente assenza di conflitti, ma un processo dinamico e partecipativo a
lungo termine, che coinvolge ogni fascia della società, dalla famiglia alla
scuola, alle varie Istituzioni e Organismi nazionali ed internazionali. Insieme
si può e si deve costruire una cultura di pace, atta a prevenire il ricorso
alle armi e ogni forma di violenza. Per questo vanno incoraggiati gesti e
sforzi concreti di perdono e di riconciliazione; occorre superare contrasti e
divisioni, che diversamente si perpetuerebbero senza prospettiva di soluzione.
Va poi ribadito con vigore che non ci può essere vera
pace senza giustizia e senza rispetto dei diritti umani.
Giovanni Paolo II